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lunedì 28 gennaio 2013

Raccolta dell’acqua piovana: le 6 migliori innovazioni

L’acqua è un bene prezioso anche se per anni è stata considerata di scarso valore, forse perché si credeva provenisse da una fonte inesauribile.  Per decenni se n’è fatto un uso sconsideratosenza pensare al risparmio e al corretto impiego di questa risorsa.  Soltanto nelle zone aride del mondo la scarsità d’acqua ha spinto l’uomo ad ottimizzarne le risorse e la loro gestione. Negli ultimi anni sembra che questa mentalità stia lentamente cambiando e sempre più aziende e persone pongono estrema attenzione al consumo idrico.

Oltre ad un uso più responsabile, un ottimo sistema per favorire il risparmio idrico è quello di raccogliere ed utilizzare l’acqua piovana.  La sua raccolta avviene mediante un sistema di raccolta costituito da un serbatoio filtrante o da una camera di percolazione, costruita appositamente per questo scopo.
L'acqua piovana raccolta può essere utilizzata per l’irrigazione, o per il reintegro delle acque sotterranee in climi aridi e semi-aridi caratterizzati da scarse precipitazioni.
Ma anche nei centri urbani questo può essere un buon sistema per aiutare l’ambiente e magari anche per risparmiare qualche euro in bolletta. E' per questo che architetti e designer si stanno sbizzarendo nell'ideazione di sistemi di recupero efficienti e anche belli da vedere.
Vediamo allora sei fantastici impianti per la raccolta dell’acqua piovana.

1) Accumuwater Water Tower




accumuwater

Le torri d'acqua Accumuwater sono state progettate per fornire una riserva d’acqua dolce in quelle zone dove non ce n’è. Il progetto, ideato da Mojorno, è completamente ispirato alla natura.
I serbatoi a forma di torre sono in grado di immagazzinare acqua nelle loro “pance” cave. Di notte la struttura s’illumina poiché è verniciata con sostanze fluorescenti.
Il plus principale dell’Accumuwater Water Tower è che i serbatoi a forma di torre possono essere facilmente collocati dove è necessaria l’acqua. Ad esempio in un campo dove fornire acqua a piante e alberi. La riserva idrica accumulata nelle torri può essere trasportata anche a distanza mediante un sistema di tubi collegati alla base della torre.


2) RainDrops

raindrops

Il progetto RainDrops è un’idea a basso costo per la raccolta dell’acqua piovana. Non utilizza, infatti, costosi serbatoi ma semplici bottiglie di plastica.
L’acqua immagazzinata nelle bottiglie di plastica può essere utilizzata per le pulizie domesticheo per il giardinaggio. Inoltre questo sistema concorre al riciclaggio delle bottiglie di plastica.


3) Eol'eau

stanning

Questo innovativo sistema di raccolta dell'acqua piovana, progettato da Julien Bergignat, è caratterizzato da una doppia funzionalità: mentre immagazzina scorte idriche è in grado diprodurre energia elettrica grazie al vento. In questo modo non solo avrete dell’acqua per il giardino ma anche dell’energia per illuminare la vostra casa.
A questo scopo Eol’eau è stato progettato in due moduli: la base che raccoglie fino a 600 litri d’acqua piovana e la turbina eolica, posta sopra, che produce energia elettrica grazie al vento.

4) Fatboy



fatboy

Il serbatoio Fatboy ideato da Waterwall permette di conservare a lungo l'acqua (capacità 650 litri) prevenendo la formazione di alghe all'interno e all'esterno del serbatoio.
Fatboy risolve finalmente uno dei principali problemi relativi alla raccolta e alla conservazione dell’acqua piovana: le alghe.
La formazione di queste ultime rende l’acqua inadatta per usi umani e obbliga a svuotarlo.
Il polietilene ad alta densità con cui è realizzato il serbatoio protegge l’acqua dai raggi UV che favoriscono la formazione di alghe.


5) Watree

watree

L’impianto Watree, progettato dal designer australiano Chris Buerckner, offre una soluzione originale ed efficiente per la raccolta dell’acqua. La struttura a forma di fungo, possiede un gran cappello che agevola la raccolta dell’acqua.
Il Watree può essere collocato facilmente in un parco o in altri luoghi pubblici e grazie al suo ampio cappello offre una doppia funzionalità: oltre a raccogliere l’acqua piovana, può proteggerci dalle piogge. Le riserve idriche accumulate possono essere trasferite in altri serbatoi grazie a una rete di tubazioni sotterranee.

6) Cista 

cista

Il progetto Cista porta la firma degli architetti della Moss Sund e di Fig Forty, che hanno caratterizzato quest’impianto con un design avveniristico e funzionale che ben si adatta a quello delle moderne abitazioni.
Con Cista sarà possibile, occupando poco spazio, raccogliere 380 litri circa di acqua. L’acciaio inossidabile con cui è realizzato lo rende molto resistente e grazie al suo design unico e moderno sarà perfetto per la vostra casa.
Ricordate: l’acqua è un bene prezioso per il pianeta e anche una goccia può fare la differenza.

Grazie a Lorenzo di Ritis
http://www.greenme.it/consumare/acqua/5368-raccolta-dellacqua-piovana-le-6-migliori-innovazioni

giovedì 24 gennaio 2013

Innovazioni acqua: Cile Camanchaca


Il clima del litorale nord del Cile va da semi-arido a iper-arido. Il deserto di Atacama nel nord del Cile è uno dei posti più secchi della Terra. L'aridità della regione è dovuta alla sua condizione geografica: le alte montagne delle Ande bloccano a est le masse d'aria umida impedendo loro di raggiungere la costa del Pacifico, e la corrente fredda peruviana e l'Oceano Pacifico rafforzamento di una massa d'aria stabile persistente. Questa aria stabile limita la formazione delle nuvole.
Queste nuvole, definite stratocumuli, formano e una coltre di nebbia, conosciuta localmente come il nome di camanchaca. Tuttavia, il camanchaca e le nuvole stratocumuli non portano abbastanza umidità per produrre precipitazioni.
Il camanchaca arriva sulla cresta di una montagna bassa costiera
Il piccolo villaggio di pescatori di Caleta Chungungo si trova a circa 450 chilometri a nord di Santiago si trova in una zona di clima arido. Questa parte del Cile, conosciuta come Norte Chico, si trova tra il deserto estremamente arido nord e il clima più moderato mediterraneo del Cile centrale.
Spazio Shuttle Fotografia di nubi stratocumuli sulle montagne di Norte Chico
Per diversi decenni Caleta Chungungo è stato fornito con acqua fresca da una vicina miniera di ferro. Dopo che la miniera ha chiuso il villaggio ha dipeso dalla fornitura con autocisterne per una quantità limitata di acqua e pure di scarsa qualità. Il popolo di Caleta Chungungo ha convissuto con una carenza cronica di acqua per circa venti anni.
Nebbia sistema di raccolta a El Tofo
Nel 1987 un sistema di raccolta di questa nebbia è stato installato sulle pendici delle montagne costiere vicino alla miniera di ferro abbandonata a El Tofo. Il sistema è costituito da reti di grandi dimensioni disposte lungo i pendii perpendicolari al flusso terrestre della camanchaca. La nebbia condensa sulla maglia e le gocce d'acqua sono raccolte in un trogolo. L'acqua raccolta fluisce dalla vasca verso il basso attraverso un tubo ad un serbatoio vicino a Caleta Chungungo, a circa quattro miglia di distanza.
Acqua fresca scorre in un serbatoio di stoccaggio
Il concetto di raccolta acqua dal camanchaca è nato da una attenta osservazione della condensa sulle foglie degli alberi di eucalipto che crescono vicino a El Tofo. Oggi Caleta Chungungo ha un approvvigionamento affidabile di acqua potabile, e ha anche l'acqua necessaria per irrigare piccoli orti. 
Questo incredibile innovazione si è diffusa in altre regioni aride con simili geografia fisica, come il Perù, l'Ecuador, e al di là del Sud America in Oman.
Photo credit (tranne foto Space Shuttle): P. Cerceda e J. Betancourt

"At the right spot we can collect 5 liters of water per square meter. That means 200 liters per day per fog collector" FINO A 200 LT AL GIORNO PER OGNI COLLETTORE


lunedì 17 dicembre 2012

La serra solare rende potabile l'acqua salata

Innovazione per lo sviluppo dell'umanità



Solwa è l'acronimo di Solar Water, che detta così, forse, dice poco. Solwa è anche il nome di una giovanissima azienda veneziana, nata nell'incubatore del Parco Scientifico e Tecnologico Vega di Venezia e che pochi giorni fa si è aggiudicata l'ambizioso premio Marzotto "Impresa per il futuro" per aver proposto il progetto "più ecologico, efficiente ed economico". L'idea dei giovani (media 30 anni) impreditori (ed inventori) è di una semplicità imbarazzante e di una potenza innovativa tale da poter cambiare, se ben canalizzata, lo sviluppo dell'umanità. Non a caso, già prima del premio  le Nazioni Unite avevano giudicato il sistema Solwa tra "le dieci migliori idee sostenibili per lo sviluppo".

In estrema sintesi l'idea (già positivamente sperimentata in Sud America e Burkina Faso) dei giovani veneziani è quella di depurare l'acqua con il sole, ovvero attraverso un sistema di serre, che sfruttano energia solare, ricavare acqua potabile dall'evaporazione di acqua salata o inquinata. In parole prove si forza il ciclo naturale dell'acqua favorendo l'evaporazione e la successiva condensazione. Il sistema, come ha avuto modo di sottolineare in un'intervista il suo ideatore, Paolo Franceschetti, un chimico laureato all'Università di Ca' Foscari di Venezia, nasce da una sua intuizione "mentre guardava bollire l'acqua della pasta". Sembra la storia di un inventore di altri tempi!

Il sistema oltre che per la potabilizzazione è applicabile anche ad altre tecniche come l'essicazzione alimentare, la diminuzione dei volumi dei fanghi e la distillazione. 
Il sistema è economico (sfrutta l'energia solare) ed è praticamente esente da manutenzioni una volta installato (cosa in Africa assolutamente necessaria dato la difficoltà, in molte zone, a reperire pezzi di ricambio).



In questo blog abbiamo più volte parlato di acqua in Africa (recentemente parlando di Lifestraw, le cannucce depuranti). Acqua che come abbiamo avuto modo di sottolineare in alcuni luoghi del pianeta è un incubo. Trovarla è sempre più difficile e, quella che si trova, è inquinata. Essa (assieme alla mancanza di servizi igienici adeguati) è causa dell'80% della patologie mortali tra i bambini in Africa.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica appunto una generica Diarrhoeal Disease come la seconda causa di morte nel mondo per bambini sotto i 5 anni, con 1,5 milioni di morti e due miliardi di casi. Insomma semplificando molto in Africa i bambini muoiono soprattutto a causa di infezioni (spesso ricorrenti) dovute alla contaminazione dell'acqua da parte di feci. Un ciclo malsano di contaminazione ed infezione che stronca fisici già compromessi da sottoalimentazione e altre patologie. E' chiaro che l'acqua pulita è (e deve continuare ad essere), assieme alla lotta alla povertà, il punto centrale della lotta contro l'elevata mortalità infantile.

Dai dati degli istituti internazionali di ricerca sappiamo che il nostro pianeta ha moltissima acqua, ma il 97,5% di essa è salata. Solo il 2,5% dell'acqua della Terra è dolce (di essa il 70% è ghiaccio). In definitiva abbiamo a disposizione circa lo 0,02% dell'acqua del pianeta. Vi è un grande problema: quest'acqua è molto mal distribuita, poichè circa 1,5 miliardi di persone non hanno accesso all'acqua dolce.

Infine solo nel luglio 2010 le Nazioni Unite hanno riconosciuto l'acqua come "un diritto fondamentale ed inviolabile dell'uomo". Questa affermazione - non scontata per tutti - autorizza ad investire e indirizzare la ricerca verso soluzioni che garantiscano l'accesso all'acqua potabile.



Ecco perchè il lavoro e le idee di Solwa appaiono del tutto rivoluzionarie e necessitano di essere verificate sul campo e se, come sembra, funzionano diventare lo strumento su cui può poggiare la piattaforma generale per lo sviluppo umano e la chiave di volta per un futuro più equo nel nostro pianeta.
Confidiamo che la comunità internazionale sappia cogliere queste opportunità di innovazione e le trasformi in concreti e importanti atti.

Ecco il sito ufficiale di Solwa

Tratto da SANCARA

venerdì 7 dicembre 2012

La fitodepurazione per gli effluenti da allevamento



UNA RISPOSTA CERTA, UNA SOLUZIONE INNOVATIVA.




Quello che vi presentiamo è il video realizzato a Luglio 2010 dagli organizzatori di VenetoAgricoltura e RiduCaReflui durante la visita tecnica prevista nel corso di svolgimento dell'interessante progetto all'impianto di FITODEPURAZIONE realizzato presso dell'allevamento MASTER a Carmignano del Brenta (PD).

Il progetto RiduCaReflui è molto vasto e complesso, esteso a tutta la porzione della regione Veneto interessata da quanto previsto dalla Diretiva Nitrati sulla gestione/riduzione dell'apporto di Azoto in campo.

Una linea di indagine, ha interessato anche l'impianto di FITODEPURAZIONE che abbiamo realizzato, primo in Italia ed in Europa, sul trattamento degli effluenti da allevamento suinicolo.
L'impianto originario relizzato nel 2008, è stato monitorato dall'Università di Padova e poi migliorato durante il percorso di analisi raggiungendo elevate rese depurative.

Oggi siamo in grado di affermare che un sistema integrato di fitodepurazione abbinato ad un idoneo trattamento di separazione Solido/Liquida a monte (che abbiamo studiato e prototipizzato su scala reale), è in grado, partendo da un talquale da allevamento, di consegnare un prodotto da scaricare in un corso d'acqua secondo quanto previsto dal DLGS 152/06 alla tabella 3 ed un solido palabile.

RISULTATO? Azzeramento del problema



Per ogni approfondimento vi consigliamo di visitare il sito FITOSUINI dove potere trovare relazioni, schemi, immagini dell'impianto


lunedì 19 novembre 2012

Angela Morelli e l'acqua nascosta

www.21min.org

L'acqua è una risorsa finita in un sistema finito

 Purtroppo però, l'acqua che è un bene finito, 
si incontra e si scontra con le esigenze sempre crescenti 
di una popolazione mondale in continua crescita.




Posto questo video molto interessante di un intervento di Angela Morelli  che ci spiega che oltre all'acqua che utilizziamo ogni giorno per lavarci e per lavare (l'acqua che vediamo concretamente), ce ne sono altre 2 categorie che non vediamo ma che sono molto più importanti della prima. Una è l'acqua che è nascosta nei prodotti industriali che ci circondano e che acquistiamo. L'altra è in assoluto la più "pesante" sul bilancio globale, ossia l'acqua nascosta nel cibo.

Non vi aggiungo altro, se non l'invito ad ascoltare ciò che dice e a divulgare il video.

martedì 16 ottobre 2012

Ad Anversa la piscina galleggiante a basso impatto ambientale

Nuotare all'aperto affacciati sul porto di Anversa. Da oggi è possibile, grazie al progetto realizzato dallo studio di architettura Sculp(It), in collaborazione con l'olandese V-Zit bvba.
Badboot – questo il suo nome – è un'enorme piscina di 120 metri ricavata da un vecchio traghetto ormai inutilizzabile. Inaugurata da pochi giorni, la piscina rappresenta un progetto unico nel suo genere, sia per il concept creativo che per le tecniche di risparmio energetico messe in campo.

REALIZZATA DALLO SCHELETRO DI UN TRAGHETTO. A basso impatto ambientale, Badboot utilizza solo materiali riciclati – a partire dallo scheletro di traghetto reinventato a piscina - ed è illuminata da un sistema di illuminazione Led a basso consumo. Ma la peculiarità di Badboot riguarda in particolare l'avanzato metodo di filtraggio dell'acqua. Un apposito sistema posto in un serbatoio sottostante la piscina evita che l'acqua evapori durante le ore notturne, mantenendo la temperatura stabile sui 28-29°, necessari visto il clima di tipo atlantico della città belga. 
UN CANNETO PER FILTRARE LE ACQUE DI SCARICO. Per finire, Badboot è dotata di un un secondo, non meno importante, sistema di fitodepurazione dell'acqua realizzato in maniera organica, attraverso l'installazione di un canneto lungo i bordi della vasca. Unico del suo genere in Europa, il sistema prevede che tutte le acque di scarico delle docce e dei servizi igienici della piscina siano purificati nel canneto, che è illuminato ad arte e diventa un complemento estetico della struttura.
DA PISCINA A PISTA DI PATTINAGGIO. Il progetto è stato accolto positivamente dai cittadini di Anversa, che in questi giorni stanno affollando la piscina, grazie anche all'integrazione di una serie di servizi, a partire da un ristorante terrazzato, due reception, una sala lounge interna e diversi spazi affittabili per eventi. E per la stagione invernale la piscina lascerà il posto a una pista di pattinaggio, con vista sulla baia.

Tratto da:  http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=12641%3Aad-anversa-la-piscina-galleggiante-a-basso-impatto-ambientale&catid=34%3Ahot-spot&Itemid=41