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lunedì 10 dicembre 2012

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 5



 I MIGLIORAMENTI DEL SISTEMA PER FARLO FUNZIONARE





5) Lo schema di posa delle tubazioni
Stiamo arrivando al termine del nostro viaggio nel meraviglioso ed avvincente mondo della subirrigazione. Trattiamo qui qualche indicazione importante riguardante la metologia di posa delle tubazioni di dispersione. 
Con il capitolo 4 abbiamo definito la lunghezza delle tubazioni riportandola a 2 parametri centrali: il numero di persone (gli abitanti equivalenti) e la tipologia di terreno.
Possiamo ora scegliere fra diverse tipologie di schema planimetrico che si può presentare come a tubazione unica o ramificata avendo accortezza di mantenere una distanza minima tra gli assi delle tubazioni di 3 mt. ed una pendenza media di 0,5%.



Se siamo in presenza di terreni che presentano pendenza superione al 15% è opportuno valutare  eventuali fenomeni franosi. Anche in questo caso il supporto del geologo è quanto mai necessario.

Dal codice civile dobbiamo poi recepire che per ragioni igieniche la condotta disperdente deve distare da impianti e/o servizi destinati al trasporto di acqua potabile di almeno 30mt.da opere private ed almeno 200mt da opere pubbliche.
Nonchè dobbiamo rispettare l'indicazione secondo la quale la distanza tra fondo trincea ed una eventuale falda non può essere inferiore ad 1 mt.

Costruttivamente invece dobbiamo tenere conto che:
A) La condotta disperdente sarà costituita da elementi tubolari del diametro di 100-125 m/m in PVC fessurato o PE corrugato drenante a Norma EN 1401 pr 13476 SN 4  - SN8.
B) La profondità della trincea di posa della  condotta è di  60-80 cm con una larghezza alla base di 40 cm.
C)  Nel fondo viene steso un letto di 30-40 cm di pietrisco lavato avente pezzatura 40/70 mm contenente la condotta disposta al centro della trincea.
D) Sopra il letto di pietrisco viene steso uno strato di geotessuto sul quale sarà posato il terreno di riempimento.


La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 1

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 2

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 3

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte4

Per ogni richiesta o maggiore informazione, nel caso di interesse, mi puoi contattare sulla mia mail : 
tecnico [at] artecambiente.it


sabato 1 dicembre 2012

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 4

I MIGLIORAMENTI DEL SISTEMA PER FARLO FUNZIONARE

 4) La lunghezza della tubazione di dispersione

 

Parto col dire la definizione della lunghezza della tubazione di dispersione, così come il suo diametro è nomalmente compito del geologo che in base a valutazioni teoriche o pratiche la stima.

 

La valutazioni pratiche sono quelle che ci interessano di più perchè sono più veritiere riguardo al sito di intervento.

In definitiva il geologo grazie a apparecchiature di analisi e scavi, definisce la tipologia di terreno presente sul sito di dispersione, definisce anche la stratigrafia dello stesso e di conseguenza definisce la capacità drenante dello stesso.

 

In base alla capacità drenante del terreno (quanto tempo ci mette il terreno ad assorbire una quantità x di liquido), il geologo definirà la lunghezza della tubazione di scarico (sapendo ovviamente il numero di abitanti allacciati e di conseguenza il carico idraulico giornaliero).

 

Per dare comunque dei riferimenti utili per una prima stima, facciamo riferimento a quanto riportato nella delibera interministeriale del '77.


NATURA DEL TERRENO                       CONDOTTA DISPERDENTE

                               

                                                                                               mt. per AE

Sabbia sottile-materiale di riporto                1,5 /  2
Sabbia grossa  pietrisco                                 2,5 /  3
Sabbia sottile con argilla                               4,0  /  5
Argilla con poca sabbia                                 8,5 / 10 
                                                            Poco adatta*
 Argilla compatta                                 Non adatta *
*Utilizzare la subirrigazione drenata 

per saperne di più puoi anche vedere:

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 1

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 2

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 3

Per ogni richiesta o maggiore informazione, nel caso di interesse, mi puoi contattare sulla mia mail : 
tecnico [at] artecambiente.it

                                                                             

lunedì 26 novembre 2012

UNA TORRE SOSTENIBILE: Solar water heating and rainwater tower

Holcim Awards 2008 Latin America


Il fatto che siano passati 4 anni da quando Marcio Andrade, Maria Andrea Triana Montes and Roberto Lamberts Team members from LabEEE-UFSC hanno vinto il terzo premio della Holcim Awards 2008 Latin America non mi impedisce di dare risalto a questo utilizzo combinato di utilizzo intelligente di risorse pulite: sole e acqua.

Si tratta infatti del progetto di una abitazione resa autosufficiente per quanto riguarda l'utilizzo delle acque e per quanto riguarda l'eventuale riscaldamento di queste acque.

Il tetto infatti offre il bacino di raccolta per le acque piovane che vengono accumulate in un serbatoio nella parte bassa della torre


La torre è quindi dotata di: serbatoio di raccolta acque piovane (che serve la cassetta del wc e la doccia), sistema solare di riscaldamento dell'acqua con possibilità di modificare l'orientamento dei pannelli solari (che serve la doccia), serbatoio di acqua potabile (che serve il lavello), sistema di disinfezione dell'acqua, sistema di scarico di troppo pieno per eccesso di accumulo, postazione lavanderia con lavello.


Stiamo lavorando per integrare la torre anche con un sistema parallelo che depurando le acque di scarico con un sistema naturale di Fitodepurazione le possa rendere immediatamente riutilizzabili per i vari usi domestici. E naturalmente vogliamo dotare l'edificio di una fonte sostenibile di produzione di energia elettrica.

FATTIBILE / REALIZZABILE : CERTAMENTE SI!

lunedì 19 novembre 2012

Angela Morelli e l'acqua nascosta

www.21min.org

L'acqua è una risorsa finita in un sistema finito

 Purtroppo però, l'acqua che è un bene finito, 
si incontra e si scontra con le esigenze sempre crescenti 
di una popolazione mondale in continua crescita.




Posto questo video molto interessante di un intervento di Angela Morelli  che ci spiega che oltre all'acqua che utilizziamo ogni giorno per lavarci e per lavare (l'acqua che vediamo concretamente), ce ne sono altre 2 categorie che non vediamo ma che sono molto più importanti della prima. Una è l'acqua che è nascosta nei prodotti industriali che ci circondano e che acquistiamo. L'altra è in assoluto la più "pesante" sul bilancio globale, ossia l'acqua nascosta nel cibo.

Non vi aggiungo altro, se non l'invito ad ascoltare ciò che dice e a divulgare il video.

giovedì 8 novembre 2012

La fitodepurazione per una abitazione di 4 persone


Vi volevo mostrare un piccolo impianto a servizio di una abitazione unifamiliare per 4 persone.
Si tratta di un impianto di fitodepurazione a flusso sub-superficiale orizzontale per il trattamento di tutte le acque reflue che provengono dall'abitazione (wc, bidet, lavandini, doccia, vasca da bagno, lavello di cucina, lavastoviglie, i lavelli della lavanderia e la lavatrice).

Qui sotto lo schema tipo di funzionamento di questo impianto.

Tutte le acque che escono dall'impianto vengo trattate primariamente attraverso la vasca imhoff (le acque nere) e la condensagrassi (le acque grigie).

Poi arrivano all'impianto che come si vede è costituito da una vasca impermeabilizzata (generalmente con una geomembrana), profonda 70-80 cm e riempita completamente di ghiaia lavata.

Sopra alla ghiaia non deve assolutamente essere steso terreno vegetale.

Direttamente sulla ghiaia verranno messe a dimora le piante idonee alla fitodepurazione.
Sono catalogate come MACROFITE radicate. 

Quindi non tutte le piante sono idonee ad essere utilizzare in un impianto di fitodepurazione.
Ad esempio il Lauro Ceraso, la Photinia, il Rosmarino, l'Oleandro non sono adatti.

Alla fine dell'impianto, a sx dello schema, viene posato un sistema di controllo dei livelli dentro alla vasca (la guida comanda livello) alloggiato dentro ad un pozzetto in cemento.

Il refluo depurato è a questo punto idoneo ad essere riconsegnato all'ambiente o attraverso lo scarico in un corso d'acqua o attraverso il drenaggio negli strati superficiali del suolo attraverso una condotta fessurata.

Queste che vi riporto sono immagini di un piccolo impianto di 20 mq utile a trattare le acque prodotte da una famiglia di 4 persone (5 mq  ad abitante è una indicazione dimensionale accettata e condivisa).
La vegetazione è costituita da Phragmites Australis o cannuccia da palude.

vista dell'abitazione e della fitodepurazione per 4 abitanti


la fitodepurazione per 4 abitanti ha una dimensione di 20 mq



la phragmites australis a 1 anno dalla piantumazione

I costi di realizzazione chiavi in mano sono stati di 200 €/mq di impianto escluso le sedimentazioni.

Mauro Lajo assieme a Davide Tocchetto (phd) e ad Artecambiente di Correggio (RE), progetta e realizza (su richiesta) qualunque impianto di fitodepurazione venga richiesto sia per dimensione (da 2 a 20.000 abitanti), che per tipologia di scarico (civile, industriale, zootecnico, agronomico, ricettivo, etc) che per tipologia (sottosuperficiale orizzontale, sottosuperficiale verticale, superficiale, Filtro Aerobico Vegetato, evapotraspirazioni integrali e parziali, moduli prefabbricati in cemento armato o in polietilene) in Italia e all'estero.