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giovedì 13 dicembre 2012

La fitodepurazione a TEOLO (PD) - video realizzato da ETRA

IMPIANTO A IMPATTO ZERO



Un video interessante realizzato da ETRA presso un impianto di fitodepurazione appena realizzato (era luglio 2008) a Teolo completamente autosufficiente grazie ad un piccolo impianto fotovoltaico montato sulla tettoia antistante l'impianto stesso.
Il sistema è a servizio di una piccola comunità (di 150-200 persone) non servita da pubblica fognatura che ha trovato nella fitodepurazione la soluzione ai propri problemi.

La superficie dell'impianto è di 250 mq.

Come meglio spiegato nel video, l'impianto è stato cofinanziato da ETRA, comune di Teolo, Parco Regionale di colli Euganei e dalla Regione Veneto.

Gli intervistati hanno ribadito il connubio fra ambiente delicato e protetto come quello del parco del Colli Euganei, e la scelta poco invasiva e rispettosa della fitodepurazione.

Per ogni richiesta o maggiore informazione  tecnico [at] artecambiente.it

mercoledì 12 dicembre 2012

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 6

I MIGLIORAMENTI DEL SISTEMA PER FARLO FUNZIONARE 

 

6) La MANUTENZIONE

 

Sì, avete capito bene!
Anche la subirrigazione deve necessariamente avere la sua manutenzione effettuata da personale specializzato.
Nulla al mondo, che sia stato prodotto o che sia entrato in contatto con l'azione umana si mantiene così com'è per sempre.
Quindi armatevi di santa pazienza e mettete in atto un piano organizzato di manutenzione. Come per la vostra auto vi adoperate per fare il tagliando al raggiungimento di tot chilometri percorsi, così la sub-irrigazione necessita di manutenzione al passaggio di tot litri di refluo. 
In che cosa consiste la manutenzione?

VERIFICA TRIMESTRALE DEL FILTRO 
(che potete effettuare voi senza ausilio di personale)
E' il filtro la vostra spia dell'olio (utlizzando la metafora dell'automobile). 
Quando troveremo all'interno del pozzetto dei residui solidi, ed il filtro stesso lo troveremo "intasato", quello sarà il momento di operare delle manutenzioni.
A questo punto fate intervenire gli specialisti dello spurgo.

A) Svuotamento completo e pulizia delle vasche di sedimentazione (imhoff, settica, biologica, condensagrassi, etc). Far seguire sempre allo svuotamento, il completo riempimento delle vasche con acqua pulita.
B) Svuotamento completo e pulizia del pozzetto filtro e del filtro stesso.Far seguire sempre allo svuotamento, il completo riempimento del pozzetto con acqua pulita.
C) Se il filtro si presentasse in condizioni non idonee allo svolgimento del suo compito, sostituirlo con uno di nuovo.
D) Verifica delle condizioni del pozzetto contenente il sifone di cacciata. Se vi è presenza di  solidi, effettuare lo svuotamento e la pulizia sia del pozzetto (pareti e fondo) che del sistema di cacciata. Far seguire sempre allo svuotamento, il completo riempimento del pozzetto con acqua pulita.


 PRENDETEVI CURA DELLA VOSTRA CASA

 

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 1

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 2

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 3

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte4

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte5

Per ogni richiesta o maggiore informazione, nel caso di interesse, mi puoi contattare sulla mia mail : 
tecnico [at] artecambiente.it

lunedì 10 dicembre 2012

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 5



 I MIGLIORAMENTI DEL SISTEMA PER FARLO FUNZIONARE





5) Lo schema di posa delle tubazioni
Stiamo arrivando al termine del nostro viaggio nel meraviglioso ed avvincente mondo della subirrigazione. Trattiamo qui qualche indicazione importante riguardante la metologia di posa delle tubazioni di dispersione. 
Con il capitolo 4 abbiamo definito la lunghezza delle tubazioni riportandola a 2 parametri centrali: il numero di persone (gli abitanti equivalenti) e la tipologia di terreno.
Possiamo ora scegliere fra diverse tipologie di schema planimetrico che si può presentare come a tubazione unica o ramificata avendo accortezza di mantenere una distanza minima tra gli assi delle tubazioni di 3 mt. ed una pendenza media di 0,5%.



Se siamo in presenza di terreni che presentano pendenza superione al 15% è opportuno valutare  eventuali fenomeni franosi. Anche in questo caso il supporto del geologo è quanto mai necessario.

Dal codice civile dobbiamo poi recepire che per ragioni igieniche la condotta disperdente deve distare da impianti e/o servizi destinati al trasporto di acqua potabile di almeno 30mt.da opere private ed almeno 200mt da opere pubbliche.
Nonchè dobbiamo rispettare l'indicazione secondo la quale la distanza tra fondo trincea ed una eventuale falda non può essere inferiore ad 1 mt.

Costruttivamente invece dobbiamo tenere conto che:
A) La condotta disperdente sarà costituita da elementi tubolari del diametro di 100-125 m/m in PVC fessurato o PE corrugato drenante a Norma EN 1401 pr 13476 SN 4  - SN8.
B) La profondità della trincea di posa della  condotta è di  60-80 cm con una larghezza alla base di 40 cm.
C)  Nel fondo viene steso un letto di 30-40 cm di pietrisco lavato avente pezzatura 40/70 mm contenente la condotta disposta al centro della trincea.
D) Sopra il letto di pietrisco viene steso uno strato di geotessuto sul quale sarà posato il terreno di riempimento.


La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 1

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 2

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 3

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte4

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tecnico [at] artecambiente.it


sabato 1 dicembre 2012

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 4

I MIGLIORAMENTI DEL SISTEMA PER FARLO FUNZIONARE

 4) La lunghezza della tubazione di dispersione

 

Parto col dire la definizione della lunghezza della tubazione di dispersione, così come il suo diametro è nomalmente compito del geologo che in base a valutazioni teoriche o pratiche la stima.

 

La valutazioni pratiche sono quelle che ci interessano di più perchè sono più veritiere riguardo al sito di intervento.

In definitiva il geologo grazie a apparecchiature di analisi e scavi, definisce la tipologia di terreno presente sul sito di dispersione, definisce anche la stratigrafia dello stesso e di conseguenza definisce la capacità drenante dello stesso.

 

In base alla capacità drenante del terreno (quanto tempo ci mette il terreno ad assorbire una quantità x di liquido), il geologo definirà la lunghezza della tubazione di scarico (sapendo ovviamente il numero di abitanti allacciati e di conseguenza il carico idraulico giornaliero).

 

Per dare comunque dei riferimenti utili per una prima stima, facciamo riferimento a quanto riportato nella delibera interministeriale del '77.


NATURA DEL TERRENO                       CONDOTTA DISPERDENTE

                               

                                                                                               mt. per AE

Sabbia sottile-materiale di riporto                1,5 /  2
Sabbia grossa  pietrisco                                 2,5 /  3
Sabbia sottile con argilla                               4,0  /  5
Argilla con poca sabbia                                 8,5 / 10 
                                                            Poco adatta*
 Argilla compatta                                 Non adatta *
*Utilizzare la subirrigazione drenata 

per saperne di più puoi anche vedere:

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 1

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 2

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 3

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tecnico [at] artecambiente.it

                                                                             

lunedì 26 novembre 2012

UNA TORRE SOSTENIBILE: Solar water heating and rainwater tower

Holcim Awards 2008 Latin America


Il fatto che siano passati 4 anni da quando Marcio Andrade, Maria Andrea Triana Montes and Roberto Lamberts Team members from LabEEE-UFSC hanno vinto il terzo premio della Holcim Awards 2008 Latin America non mi impedisce di dare risalto a questo utilizzo combinato di utilizzo intelligente di risorse pulite: sole e acqua.

Si tratta infatti del progetto di una abitazione resa autosufficiente per quanto riguarda l'utilizzo delle acque e per quanto riguarda l'eventuale riscaldamento di queste acque.

Il tetto infatti offre il bacino di raccolta per le acque piovane che vengono accumulate in un serbatoio nella parte bassa della torre


La torre è quindi dotata di: serbatoio di raccolta acque piovane (che serve la cassetta del wc e la doccia), sistema solare di riscaldamento dell'acqua con possibilità di modificare l'orientamento dei pannelli solari (che serve la doccia), serbatoio di acqua potabile (che serve il lavello), sistema di disinfezione dell'acqua, sistema di scarico di troppo pieno per eccesso di accumulo, postazione lavanderia con lavello.


Stiamo lavorando per integrare la torre anche con un sistema parallelo che depurando le acque di scarico con un sistema naturale di Fitodepurazione le possa rendere immediatamente riutilizzabili per i vari usi domestici. E naturalmente vogliamo dotare l'edificio di una fonte sostenibile di produzione di energia elettrica.

FATTIBILE / REALIZZABILE : CERTAMENTE SI!

venerdì 23 novembre 2012

La subirrigazione per lo smaltimento dei reflui - Parte 3



I MIGLIORAMENTI DEL SISTEMA PER FARLO FUNZIONARE 

 

schema di pozzetto EDILCENTRO

 3) Il pozzetto di cacciata 


Continuiamo il nostro viaggio verso il miglioramento di questo usatissimo sistema (malauguratamente) per lo smaltimento dei reflui di piccoli insediamenti.

I reflui (la fognatura) a questo punto, dopo aver transitato attrraverso i pretrattamenti di abbiamo parlato qui (parte 1) e attraverso la sezione di filtrazione fine di cui abbiamo parlato qui (parte 2)  sono pronti per essere inviati alla rete di subirrigazione perchè totalmente privi di qualunque solido che intaserebbe le condotte causandoci problemi e costi in un futuro.

Incontriamo qui un'altro dispositivo centrale per importanza nel buon funzionamento dell'impianto ossia il pozzetto con il dispositivo di cacciata.
schema di pozzetto F.lli Avanzi

Perchè è importante mettere questo dispositivo meccanico (cioè funziona senza azionamento elettrico)?
Cerco di spiegarvelo. 
Tutto lo scarico che noi produciamo in una giornata viene suddiviso in realtà in piccole quantità che scarichiamo. Cioè anche se ci dicono che noi ogni giorno produciamo 200 lt di scarico per persona, di fatto noi scarichiamo un po' al mattino, un po' a pranzo (se ci andiamo) e un po' alla sera con diluizione maggiore durante in fine settimana se siamo a casa interamente per due giornate. 
Quindi immaginiamo che il nostro scarico a questo punto sia la cacciata del wc per ipotesi 10 lt di acqua. Questa acqua che scende dal wc con una certa velocità entra nella vasca imhoff e si mescola al contenuto già presente nella vasca facendo uscire dalla tubazione di scarico, un identico quantitativo ma certamente con una velocità minore.
Il refluo passa poi dentro al pozzetto con la filtrazione e viene rallentato ulteriormente e quindi arriva alla tubazione di subirrigazione che magari ha una lunghezza di 10 mt. Risulta naturale che i miei 10 lt si fermeranno sulla testa della tubazione non interessandola invece per la sua interezza. A lungo andare questo fa si che solo una zona del mio impianto funzioni (quindi con un funzionamento maggiorato rispetto a quando calcolato) mentre una parte rimane non funzionante.
Schema funzionamento pozzetto Zetaplast

Il dispositivo di cacciata invece evita tutto ciò.
Si tratta di un pozzetto che può essere in materiale plastico o in cemento armato con all'interno un dispositivo meccanico che sarà azionato al completo riempimento del pozzetto e quindi consentirà di scaricare in un solo colpo un volume molto maggiore di quello che normalmente scarichiamo e con una velocità adeguata a raggiungere la tubazione di scarico per il totale della lunghezza progettata e realizzata.
Schema di funzionamento sifone EDILCENTRO

Per ogni richiesta o maggiore informazione, nel caso di interesse, mi puoi contattare sulla mia mail : 
tecnico [at] artecambiente.it

giovedì 8 novembre 2012

La fitodepurazione per una abitazione di 4 persone


Vi volevo mostrare un piccolo impianto a servizio di una abitazione unifamiliare per 4 persone.
Si tratta di un impianto di fitodepurazione a flusso sub-superficiale orizzontale per il trattamento di tutte le acque reflue che provengono dall'abitazione (wc, bidet, lavandini, doccia, vasca da bagno, lavello di cucina, lavastoviglie, i lavelli della lavanderia e la lavatrice).

Qui sotto lo schema tipo di funzionamento di questo impianto.

Tutte le acque che escono dall'impianto vengo trattate primariamente attraverso la vasca imhoff (le acque nere) e la condensagrassi (le acque grigie).

Poi arrivano all'impianto che come si vede è costituito da una vasca impermeabilizzata (generalmente con una geomembrana), profonda 70-80 cm e riempita completamente di ghiaia lavata.

Sopra alla ghiaia non deve assolutamente essere steso terreno vegetale.

Direttamente sulla ghiaia verranno messe a dimora le piante idonee alla fitodepurazione.
Sono catalogate come MACROFITE radicate. 

Quindi non tutte le piante sono idonee ad essere utilizzare in un impianto di fitodepurazione.
Ad esempio il Lauro Ceraso, la Photinia, il Rosmarino, l'Oleandro non sono adatti.

Alla fine dell'impianto, a sx dello schema, viene posato un sistema di controllo dei livelli dentro alla vasca (la guida comanda livello) alloggiato dentro ad un pozzetto in cemento.

Il refluo depurato è a questo punto idoneo ad essere riconsegnato all'ambiente o attraverso lo scarico in un corso d'acqua o attraverso il drenaggio negli strati superficiali del suolo attraverso una condotta fessurata.

Queste che vi riporto sono immagini di un piccolo impianto di 20 mq utile a trattare le acque prodotte da una famiglia di 4 persone (5 mq  ad abitante è una indicazione dimensionale accettata e condivisa).
La vegetazione è costituita da Phragmites Australis o cannuccia da palude.

vista dell'abitazione e della fitodepurazione per 4 abitanti


la fitodepurazione per 4 abitanti ha una dimensione di 20 mq



la phragmites australis a 1 anno dalla piantumazione

I costi di realizzazione chiavi in mano sono stati di 200 €/mq di impianto escluso le sedimentazioni.

Mauro Lajo assieme a Davide Tocchetto (phd) e ad Artecambiente di Correggio (RE), progetta e realizza (su richiesta) qualunque impianto di fitodepurazione venga richiesto sia per dimensione (da 2 a 20.000 abitanti), che per tipologia di scarico (civile, industriale, zootecnico, agronomico, ricettivo, etc) che per tipologia (sottosuperficiale orizzontale, sottosuperficiale verticale, superficiale, Filtro Aerobico Vegetato, evapotraspirazioni integrali e parziali, moduli prefabbricati in cemento armato o in polietilene) in Italia e all'estero.

venerdì 26 ottobre 2012

Il vassoio assorbente per lo smaltimento dei reflui funziona?

LA RISPOSTA E' NO!!!

Anzi una delle cause per cui la fitodepurazione in Italia ha fatto fatica a decollare è l'enorme quantità di "vassoi assorbenti" realizzati. 
Intasamenti, impaludamenti, puzza, insetti, marcescenze, moria delle piante, necessità di svuotare tutto e rifare, costi, disagi.
Questa potrebbe essere la definizione di "vassoi assorbenti" che dovremo trovare su WIKIPEDIA.

Andiamo con ordine.

Il vassoio assorbente nasce dal cercare di applicare in un contesto ricostruito il processo naturale di evapotraspirazione.
Se avete una pianta in vaso in giardino o sul balcole di casa, avrete certamente visto che d'estate mettete acqua al mattino e il giorno dopo il terreno è asciutto e necessità ancora di acqua.
Questo in soldoni è il fenomeno dell'evapotraspirazione.
Ma avrete anche notato, che la stessa pianta, nello stesso vaso, sullo stesso posto, in inverno necessità di molta meno acqua.
 
L'evapotraspirazione è una variabile o grandezza fisica usata in agrometeorologia. Consiste nella quantità d'acqua (riferita all'unità di tempo) che dal terreno passa nell'aria allo stato di vapore per effetto congiunto della traspirazione, attraverso le piante, e dell'evaporazione, direttamente dal terreno. È spesso indicata nei manuali con la sigla ET. (da Wikipedia)

Ok? semplice!
Tu hai un terreno con delle piante, lo innaffi e grazie all'azione congiunta di sole + vento + piante l'acqua contenuta viene trasferita in atmosfera.

Ora immagina che il tuo piccolo vaso sia invece una vasca grande impermeabilizzata (tipo una piscina) con all'interno ghiaia, terreno e piante e di mettere al suo interno tutto lo scarico fognario di una abitazione e fare in modo che tutto quello che ci butti venga completamente evapotraspirato = SCARICO ZERO.

E' possibile che accada?

Certo.

Ma quanta superficie serve affinchè questo accada sia in estate con sole+caldo+vento+piante attive, che in inverno con nuvole+pioggia+freddo+piante passive???
Naturalmene cambia se la prova la facciamo a Palermo, a Roma, a Milano, o a Belluno e cambia anche in rapporto a che piante uso. Il fatto che una piante come il lauro ceraso abbiamo foglia larga persistente anche in inverno non significa che in inverso sia una pianta attiva, ma è in quescienza come le altre. Quindi traspira poco o nulla.

Questa prova è stata fatta dal prof. Vismara del Politecnico di Milano con un esperimento in serra dove ha ricreato umidità e temperature di diverse località italiane e ha verificato cosa accade anche con piante diverse.
Qualche dato.
MILANO
Per evapotraspirare la dotazione idrica di un abitante equivalente (250 lt/gg) considerando che sull'impianto possa anche piovere, avremo necessità in ESTATE 9 mq in INVERNO 234 mq.
CAGLIARI
Per evapotraspirare la dotazione idrica di un abitante equivalente (250 lt/gg) considerando che sull'impianto possa anche piovere, avremo necessità in ESTATE 7 mq in INVERNO 27 mq.

Sappiate che in alcune provincie del nord italia è sufficiente predisporre un "vassoio assorbente" con 1,5 mq/abitante.
RISULTATO: quello che entra anche esce. Talvolta pure peggiorato. Alla faccia dell'evapotraspirazione!!!

Il sistema si presta quindi soprattutto in climi caldi e poco piovosi laddove la presenza di falda alta debba essere protetta.
E se deve essere protetta, quindi zero scarico, bisogna prevedere a valle una cisterna per il recupero della portata non evapotraspirata e una pompa di ricircolo che la rimandi in testa all'impianto fintanto che l'impianto non ce la faccia più a gestire la portata di fogna che arriva sommata a quella ricircolata e vi sia necessità di un espurgo per vuotare la cisterna.

Quindi per favore se il vostro progettista vi dice che dovete mettere un vassio assorbente per la vostra fognatura ditegli: altro di meglio no? ti pago per darmi soluzioni che funzionano non per crearmi problemi!!
E se proprio lo dobbiamo mettere facciamo in modo che funzioni.

Quindi l'evapotraspirazione non è un impianto di trattamento delle acque fognarie, non può e non deve avere scarico al fine di non inquinare terreno e falda.

Per maggiori info e per i patiti dei dimensionamenti, consiglio questo testo. 

giovedì 18 ottobre 2012

Omotenashi House, la casa da tè del 21°secolo

QUESTO E' IL NUCLEO DELLA PROPOSTA, finalmene si associa risparmio energetico + produzione di energia da fonti rinnovabili + produzione alimentazione + gestione sostenibile delle acque.


Al Solar Decathlon 2012 il Giappone partecipa con un progetto abitativo a metà strada tra tradizione e innovazione. Si tratta dell'Omotenashi House, una versione contemporanea di una casa da tè tradizionale messa a punto dal team della Chiba University.



AFFIANCATA DA UNA RISAIA. Nello stesso progetto convivono aspetti dell'antica cultura nipponica accostati a tecnologie sostenibili ed accorgimenti di bio-architettura, in pieno mood da 21°secolo. L'abitazione, sviluppata su un unico livello, è affiancata da un'ampia area verde. Niente prato classico, per la casa Omotenashi i progettisti hanno pensato a una risaia, con duplice funzione: fornire riso in abbondanza agli abitanti ed assolvere naturalmente alla funzione di depurazione delle acque reflue.




CORTINA VEGETALE. Entrando nell'abitazione, i visitatori approdano a una veranda leggermente sopraelevata, oscurata e protetta da una vera e propria cortina verde. Sostenute da una struttura fatta in cavi, leggera ma robusta, le piante si arrampicano verticalmente, creando una sorta di sipario vivente. Oltre all'aspetto più prettamente estetico, questo sistema consente di limitare il sovraccarico termico durante i mesi estivi, regolando la temperatura degli interni.


UNA SERRA BEN ISOLATA. Il verde rappresenta il vero fil-rouge del progetto: un'ampia varietà di piante tipiche del Giappone circonda l'abitazione la quale, oltre alla già citata risaia, è provvista anche di una serra ben protetta e termicamente isolata, dove crescere ogni tipo di coltura. Esposta a sud, l'Omotenashi House è dotata di un articolato impianto solare termico e di un sistema di recupero e riutilizzo dell'acqua sanitaria.


PARTIZIONI MOBILI IN CARTA DI RISO. All'interno emerge con chiarezza il carattere nipponico del progetto: come da tradizione, prevalgono elementi modulari e leggeri, ricavati da materie prime reperite localmente. In questo caso, l'ampia zona giorno è suddivisa da partizioni mobili realizzate in carta giapponese traslucida, la quale permette alla luce naturale di filtrare, fornendo al contempo la privacy necessaria. I pavimenti sono rivestiti con i tipici tatami giapponesi: naturali, riciclabili e biodegradabili, si tratta di pannelli rettangolari affiancati l'uno all'altro e realizzati con paglia di riso intrecciata e pressata. Completano il progetto una serie di elementi d'arredo di spiccata derivazione giapponese, a partire dai pouf e dal set da tè.



http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=12941:omotenashi-house-la-casa-da-te-del-21dsecolo&catid=34:hot-spot&Itemid=41

martedì 9 ottobre 2012

E finalmente LA FITODEPURAZIONE come dio comanda


 
parte 1
 
parte 2

In due  semplici video, spiego che cosa è la fitodepurazione, la situazione normativa italiana, le modalità di gestione e manutenzione, cosa serve, cosa fare e cosa non fare.